La recensione della seconda stagione di My Hero Academia

Manca pochissimo all’attesa terza stagione dell’anime basato sul manga shonen supereroistico di Kohei Horikoshi, My Hero Academia, o, per i più precisi, Boku no Hero Academia.
Per questo motivo, ci sembra doveroso riprendere un po’ le redini del discorso.

La seconda stagione di My Hero Academia ha fedelmente raccontato dell’arco temporale U.A. Sports Festival. I nostri giovani studenti, infatti, dopo aver dovuto affrontare nella prima stagione la squadra misteriosa che ha fatto irruzione durante una prova di soccorso, sono più che pronti a destreggiarsi nelle olimpiadi annuali dell’accademia. Queste, tuttavia, non sono solo motivo di accrescimento dei propri poteri, bensì vera e propria possibilità di crescita interiore.

U.A. Sports Festival 

In ogni sfida abbiamo modo di analizzare accuratamente la psicologia di tutti gli studenti della 1-A; come ben ci fa capire il nostro Midoriya, infatti, è anche grazie a tutti loro se è riuscito a divenire l’eroe più forte, e quindi, così come fa con gli eroi professionisti, è ben attento nell’osservare ogni dettaglio riguardo i suoi compagni, il quale ci viene mostrato attraverso i suoi occhi in maniera quasi maniacale, così da costringerci a immedesimarci in ognuno di loro e, quindi, nel protagonista stesso.
Le olimpiadi, allora, risultano essere un perfetto espediente. Se nella prima stagione, infatti, ci si era soffermati sulle motivazioni di Midoriya, ora ci vengono mostrate le motivazioni di ogni compagno nell’aver scelto di entrare nell’accademia, facendoci così conoscere il passato di ognuno. Nulla, infatti, è lasciato al caso, tanto meno le scelte degli accoppiamenti per le sfide 1 vs 1; non siamo di fronte, come poteva accadere in Dragonball, a delle sfide tra i più forti, bensì a dei veri e propri agoni tra personaggi apparentemente distanti, ma psicologicamente ed emotivamente affini. Qualche sfida, difatti, potrebbe sembrare non ben equilibrata, ma non è questo che ci interessa. L’importante è capire come ci si possa aiutare a vicenda nel superare gli ostacoli, sia fisici che mentali.

Post U.A. Festival

La seconda parte della stagione è dedicata all’apprendistato degli studenti. Difatti, l’obiettivo ufficiale delle   Olimpiadi è proprio quello di poter farsi notare dalle varie agenzie per eroi, così da avere la possibilità di allenarsi con i vari professionisti nel settore prescelto per la propria carriera. È proprio in questa occasione che si possono vedere, per i più fortunati, i risultati dati dalle precedenti puntate; altri, invece, scoprono quanto non tutti gli eroi siano devoti all’azione sul campo.

Per quanto riguarda Midoriya, grazie a un maestro piuttosto bizzarro quanto saggio, riesce ad arrivare a risultati fino a ora inimmaginabili. Questo, tuttavia, lo porta, a detta del protagonista stesso, a trascurare il comportamento sospetto di uno dei suoi compagni, cosa che porta poi a delle ripercussioni sulla salvaguardia della popolazione, a causa dell’arrivo di un cosiddetto “stermina-eroi”.

Ecco che, allora, gli ultimi episodi diventano un vero e proprio scontro con il boss, mostrandoci, da un lato, quanto grande possa essere la potenza degli eroi che credono davvero in ciò che fanno, ma, dall’altro, quanto grande sia il pericolo che incombe sul mondo a causa di chi vuole ribellarsi.

La fine della seconda stagione, allora, così come la prima, ci lascia vigili su ciò che sta per accadere. Per quanto il pericolo, infatti, sembri ancora una volta scampato, la squadra di cattivi guidata da Tomura sta cominciando a trovare nuovi consensi e si sta preparando per il suo prossimo attacco contro il famoso All Might e la U.A..

Quali nuove entusiasmanti avventure ci aspettano? Non ci resta che scoprirlo dal 7 Aprile con la terza stagione!

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Giada

Appassionata di letteratura e anime, è sempre alla ricerca di nuove cose da imparare in ambito nerd. Ama partecipare alle fiere e fare cosplay, e non perde mai l'occasione di sprigionare il suo spirito kawaii.

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