Cosa fa un buon protagonista?

Ogni storia ha un protagonista, un personaggio il cui punto di vista influenza il modo di interpretare e vivere gli eventi. Istintivamente siamo portati a identificare il protagonista con il buono della situazione, ma è sempre così? In realtà, molte opere degli ultimi anni ci stanno abituando all’idea che un buon protagonista non deve essere necessariamente un protagonista buono. Quali sono allora le caratteristiche di un buon protagonista?

Identificazione ed evoluzione

Prima di tutto, il personaggio principale di una storia deve essere quello con cui il lettore, lo spettatore o il semplice ascoltatore si identificano. Per questo spesso i protagonisti partono da una condizione di normalità, sono cioè sullo stesso livello di coloro che li circondano, se non, addirittura, su un piano di inferiorità.

Prendiamo ad esempio il caso di Izuku Midoriya, protagonista di una serie che ultimamente sta riscuotendo grandissimo successo, Boku no Hero Academia. Il giovane aspirante eroe vive in un mondo dove i superpoteri (noti come “unicità”) sono ormai la regola ma, a differenza dei suoi compagni, è nato senza alcuna particolarità. La sola cosa che lo distingue dagli altri è la ferrea volontà di realizzare il suo sogno, con o senza caratteristiche sovraumane. Proprio questo aspetto permette agli spettatori di identificarsi con il personaggio: Midoriya non ha nulla di speciale e si trova, al contrario, in una condizione di netta inferiorità rispetto a ogni altro personaggio della serie. Si tratta, insomma, di una situazione in cui molti di noi potrebbero facilmente rispecchiarsi.

Per restare invece in un ambito più vicino al normale concetto di realismo, non si può non citare Satoru Fujimura, personaggio principale del manga Erased – La città in cui io non ci sono, da cui è stato tratto l’omonimo anime. Satoru è un ventottenne aspirante mangaka, che si guadagna da vivere lavorando part-time come porta-pizze. In presenza di una catastrofe, la sua capacità speciale, il revival, lo costringe a tornare indietro di pochi minuti in modo da sventarla. Eppure, questa caratteristica è sfruttata dall’autore Kei Sanbe solo come pretesto per far tornare il protagonista all’epoca in cui era un bambino, in modo da impedire una serie di omicidi accaduti nella sua città. Satoru è dunque costretto a risolvere i crimini contando solo sulle forze sue e di un piccolo gruppo di amici, con tutti i limiti implicati dall’essere un bambino delle elementari.

Spostandoci sul versante occidentale del mondo nerd, ottimi esempi di protagonisti che partono alla pari rispetto al resto dei personaggi si possono trovare all’interno della saga delle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, meglio nota al grande pubblico tramite la serie televisiva Il Trono di Spade. Si tratta di un’opera corale, in cui nessuno dei personaggi principali ha caratteristiche particolarmente eccezionali, almeno all’inizio. Brandon Stark è un bambino assolutamente normale, il tipico figlio di un lord di Westeros, con la passione per l’arrampicata e il sogno di diventare un cavaliere. Sogno che verrà brutalmente infranto quando, a seguito di una caduta, perderà l’uso delle gambe. Eppure, proprio da qui comincia la sua scalata al ruolo di protagonista. Dopo l’incidente, Bran scoprirà infatti di essere un metamorfo, ossia di poter assumere il controllo di animali (o perfino persone) a cui è particolarmente legato.

Allo stesso mondo appartiene Daenerys Targaryen, ultima erede, insieme al fratello Viserys, della vecchia casata regnante. La principessa parte, probabilmente, come il personaggio meno avvantaggiato nella serie: vive in esilio contando sulla generosità dei ricchi notabili delle città libere. Appena adolescente, è venduta al barbaro Khal Drogo e, proprio quando sta iniziando ad apprezzare la sua nuova vita, resta vedova e perde il figlio che stava portando in grembo. La sua storia finirebbe qui, se, contro ogni previsione, le sue uova di drago non si schiudessero dando alla luce creature che si ritenevano ormai estinte da anni.

Carisma e determinazione

Identificarsi con un personaggio che è in tutto e per tutto normale è semplice, ma può risultare noioso. Ecco allora che tutti i protagonisti ben scritti presentano un altro tratto in comune. Ciò che li caratterizza sono il carisma e l’incrollabile determinazione che li spinge a perseguire i propri ideali. È per questo motivo che anche un protagonista “cattivo” o non proprio eroico può suscitare le simpatie del pubblico.

Uno dei casi più famosi è senza dubbio quello di Light Yagami, protagonista del manga Death Note e dell’omonimo anime. La sua volontà di diventare il dio di un nuovo mondo sterminando tutti i criminali, pur presentando risvolti etici a dir poco controversi, lo rende senza dubbio un personaggio estremamente affascinante. Il carisma che gli ha procurato milioni di seguaci all’interno della storia ha anche colpito migliaia di lettori e spettatori in tutto il mondo, tanto da portare a un adattamento live action della serie.

Protagonista non esattamente positivo è anche Alucard del manga Hellsing, da cui sono state tratte due serie animate. Il vampiro al centro di questa storia non si fa scrupoli nell’uccidere chiunque ostacoli i piani della Hellsing e non fa mistero del divertimento che prova nel portare a termine il proprio lavoro. Nel mondo crudele e spietato in cui si svolgono le vicende narrate non ci sarebbe posto, d’altronde, per un classico eroe senza macchia e senza paura.

Ma carisma e determinazione non sono esclusive degli antieroi. Come dimenticare infatti i forti ideali che guidano la Ribellione prima e la Resistenza poi nella saga di Star Wars? Sia nella seconda che nell’ancora non conclusa terza trilogia i protagonisti sono affiliati a gruppi di opposizione che cercano di contrastare in ogni modo le malvagie organizzazioni dell’Impero e del Primo Ordine. Ciò che rende estremamente affascinanti i membri del clan degli Skywalker è senza dubbio la passione che li guida, unita a un’incrollabile fede negli ideali della Forza.

Potere illimitato

Abbiamo dunque visto che, solitamente, un buon protagonista non è, all’inizio, particolarmente avvantaggiato rispetto al resto dei personaggi. Ma cosa succede se mettiamo al centro della nostra storia qualcuno contro cui non si può competere? E cosa succede se questo qualcuno non ha nemmeno un grande ideale a guidarlo all’interno della sua avventura?

Si tratta di una situazione estremamente difficile da gestire, ma allo stesso tempo non impossibile. È il caso, per esempio, di Overlord, graphic novel da cui sono stati tratti un manga e una serie animata giunta di recente alla seconda stagione. Il protagonista, originariamente un semplice uomo giapponese, si trova intrappolato all’interno dell’avatar costruito per un videogioco a realtà immersiva. Momonga, questo il suo nome, è un potentissimo lich e ha capacità assolutamente fuori scala se confrontate con quelle dei personaggi che abitano il suo nuovo mondo. Insieme agli npc della sua vecchia gilda inizierà dunque un progetto di conquista dell’universo in cui si trova intrappolato, nella vaga speranza di rintracciare altri vecchi giocatori e capire cosa sia successo. Come si vede, si tratta di una storia potenzialmente pessima, che non rispetta affatto i criteri appena individuati, ma che ha ribaltato ogni pronostico, risultando particolarmente apprezzata dal pubblico.

Concludendo…

Esistono certe caratteristiche che possono portare con più facilità alla creazione di un buon protagonista. Eppure, queste stesse caratteristiche possono essere completamente ribaltate per ottenere, alla fine, un risultato altrettanto soddisfacente. Ovviamente, la teoria da sola non basta: su tutto, come sempre, domina la creatività dell’autore, che, se veramente capace, può portare un mix sulla carta assolutamente deludente al successo.

Ad ogni modo, buoni o cattivi, deboli o estremamente potenti, sono i protagonisti a guidarci all’interno della loro storia. E sono sempre loro a suscitare in noi le sensazioni più forti, che siano di odio profondo o assoluta simpatia.

Vi lasciamo e salutiamo in attesa di incontrarvi nel prossimo LuNERDì!

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